lunedì 28 marzo 2011

F***ING PERFECT.

Mistreated, misplaced, misunderstood. Miss 'No way, it's all good', it didn't slow me down. Mistaken, always second guessing, underestimated. Look i'm still around.

martedì 22 marzo 2011

Orange is the new black!

Hèrmes
Arancione come colore della nuova stagione. Sono onesta, non mi ha mai fatto impazzire, ma quest'anno mi cattura sempre lo sguardo, lo trovo addirittura elegante.
Arancione Hermès, per capirci, non altre nuances. E a giudicare dalle moltissime proposte del fashion district direi che può essere davvero eletto colore della S/S2011.
Cosa ne pensate? Sotto alcuni acquisti in tema ;)

F.
Gucci

Orange: the color of the new season. I am honest, I have never made ​​a fool 'bout this, but this year it always catches my sight, I find it even elegant.
To understand I mean Hermès Orange not other nuances. And judging from the many proposals of the fashion district we could say that it can really be elected S/S2011 color.
What do you think about it? Below some new orange purchases ;)

F.
Jil Sander

Prada

Costume Nacional

Hèrmes

Jil Sander

Shoes: Melissa, Scarf&Tee: Zara
Zara

Polish: Kiko, Lipstick: Madina

giovedì 17 marzo 2011

AUGURI ITALIA!


«Trovai tutti persuasi che la Giovine Italia era pazzia; pazzia le sette, pazzie il cospirare, pazzie le rivoluzioncine fatte sino a quel giorno, senza capo né coda»
(Massimo d'Azeglio, Degli ultimi casi di Romagna)


Il Congresso di Vienna e la Restaurazione diedero al Piemonte Genova e tutta la Liguria (Repubblica di Genova), gettando così, anche se involontariamente, le basi del processo che porterà, in poco più di cinquant'anni, all'Unità d'Italia, di cui il regno sabaudo fu il principale artefice. Dal 1861 al 1865 Torino fu la prima capitale del nuovo Stato unitario, per passare poi questo titolo a Firenze e, dal 1870, a Roma.


Fratelli d'Italia,



l'Italia s'è desta, 
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa. 
Dov'è la Vittoria? 
Le porga la chioma, 
che schiava di Roma 
Iddio la creò. 
Stringiamci a coorte, 
siam pronti alla morte. 
Siam pronti alla morte, 
l'Italia chiamò. 
Stringiamci a coorte, 
siam pronti alla morte. 
Siam pronti alla morte, 
l'Italia chiamò, sì! 
Inno di Mameli


"Rivolto a tutti gli italiani fieri, puri e immacolati. Ed ai contestatori e riformatori d'ogni tempo!
Gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono la loro rovina; pensano a riformare l'Italia, e per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro".
Massimo d'Azeglio

TANTI AUGURI ITALIA!!!




martedì 15 marzo 2011

Japan, the world is with you.





An Extraordinary Resilient People - As devastating as the footage of the March 11th Japanese earthquake and the tsunami looks we can all count our lucky stars that the earthquake was not 150 miles closer to Tokyo, else Japan's dead might number in the millions and the world economic recovery in big trouble. Prime Minister Naoto Kan calls it the worst crisis since World War II. Yet, horrendous as it is, it does not (thus far) compare with that. Between 1942 and 1945 Japan sustained 2 million military dead and a million civilian dead under U.S. carpet-bombing that reduced her great cities to smoldering rubble and Hiroshima and Nagasaki to atomic ash.
Under the protection and help of the American Government, Japan rose to her feet, renounced war and reached an annual growth rate of 10 percent by the 1960s, by the 1980s she created an economy half as large as the U.S. and in many ways technologically superior.
60 years after the most devastating defeat in modern history, Japan boast one of the largest and most dynamic economy on earth. An extraordinary accomplishment of an extraordinary people. On this difficult and tragic time you can count on the Japanese people to unit as they always do to bury their dead and start the clean-up and rebuilding effort.

giovedì 3 febbraio 2011

Whitney.


Con questo outfit mi aveva conquistata. La scorsa primavera seguendo lo show-reality americano "The City" mi ero invaghita dello stile di  Whitney Port. Trovo molto particolare il suo mixare i colori e il fatto che sappia portare con stile abbinamenti per nulla facili.
In questa foto compare anche Olivia Palermo, altra fashion icon dallo stile molto più sofisticato e snob (superba anche lei).
Molto spesso guardo gli outfit di Whitney e mi ispiro ben consapevole, purtroppo, della difficoltà nel portarli. La trovo luminosa e per questo mi piace.



With this outfit she won me overLast spring, following the American reality show "The CityI was fallen in love with the style of Whitney Port. I find very peculiar the way she mixes colors and knows how to be stunning with this style that is not so easy
In this picture there's also Olivia Palermo, another fashion icon, her style is much more sophisticated and snobbish (proud too)I look at Whitney's outfit very often and I am inspired by well aware, unfortunatelythe difficulty is in wearing them. She is light and sparkling and I love that.








giovedì 27 gennaio 2011

Un amore chiamato Bendel.









Uno dei miei primi amori newyorkesi in fatto di shopping è stato lui, il fantastico mondo di Henry Bendel. Chi è stato a NY sicuramente lo avrà notato, si trova sulla 5th Ave. sul lato del Plaza Hotel per capirci.

Apri le porte ed entri in un mondo fantastico colorato a righe bianche e marroni. La prima volta credo di aver avuto una sorta di shock anafilattico per lo stordimento. Piani e piani di accessori, sì sì, solo accessori dalla pochette alla cintura, dai guanti di pelle morbidissima tutti disposti in ordine cromatico ai braccialetti di smalto. Colori e luccichii che ti conquistano immediatamente. Spesso dopo lavoro andavo a farci un giro solo per gustarmi un pò di meraviglia. Il reparto cerchietti poi, ti lascia a bocca aperta, delle vere e proprie forme d'arte in swarovsky, pelle, nastri e pietre.
Personalmente quello che ho amato di più è stata la linea Bendel, un po' retrò e molto chic fatta di pochette coloratissime in pellami particolari oppure i bracciali in oro e smalto, i foulard, i portafogli e portacellulari in pelle tutti con l'inconfondibile logo. Oltre a questa linea vi erano poi le creazioni degli stilisti emergenti e dei grandi della moda.



mercoledì 26 gennaio 2011

Il ritorno.



Un tè delle cinque, un caminetto acceso in una fredda giornata di gennaio e i miei gatti che dormono. Il pensiero ancora forte del mio ritorno dopo quattro mesi passati nella City. Inizio questo diario per condividere immagini, frammenti di vita, moda, musica e idee con chi avrà voglia di leggermi e per ricordare in primis a me stessa tutto quello che ha e ha avuto un valore speciale.


Questo viaggio inizia dalla fine della mia parte di vita trascorsa a NY (anche se voglio tornarci e spero presto!). Cosa facevo lì? Uno stage di tre mesi presso la Rappresentanza Permanente Italiana alle Nazioni Unite che mi ha dato l'opportunità di vivere questa città in un modo non ordinario, soprattutto assecondando una delle mie grandi passioni come lo shopping ;)
New York farà sempre da cornice a questo blog anche se ora la mia vita è tornata in Italia.
Spero di poter essere utile a chi come me partirà per andarci a vivere.


F.